Χαίρετε, φίλοι!

mercoledì 19 luglio 2017

La mia promessa

Voi, che mi conoscete bene, sapete già come io sia proprio un orso, se devo a ringraziare: in tali occasioni, mi ritrovo sempre a perdere le parole, arrossisco e ho tanta voglia di nascondermi.

Oggi, però, non posso permettermi questo lusso, e non solo per ragioni di circostanza.

Questo pomeriggio, le aride ragioni di etichetta m’hanno costretto al silenzio: non potendo promettere in nome di una grazia che mi è del tutto ignota, ho però giurato in nome di quanto ho più caro al mondo.

È questo, per me, il valore più grande.

Ho promesso, in primis, proprio in nome di chi non è solo la mia veneranda sposa, ma l’amica dalle dita di rosa che riluce sul mio mare un po’ troppo salato e sui miei campi – ahimé – non sempre fioriti.

Ho promesso sui miei, che, in questo giorno, sono riuscito a trascinare all’église catholique, un po’ commossi, un po’ agitati e, soprattutto pieni di speranze nel nostro futuro;

J’ai promis sur tonton Patrick et sur Éléonore, que la chaleur bolognaise n’a pas empêcher d’être ici aujourd’hui ;

Ho promesso sui miei amici bolognesi,

quelli che sopportano il mio essere pantofolaio – vero, Irene e Marco? –

quelli appena più grandicelli, Camillo e Renzo, che sono soliti salutarmi con affetto in sala A

e quelli che, come Costanza e Matteo, la distanza non ha mai allontanato dal ricordo quotidiano;

Ho promesso su chi – e non da oggi – è parte della mia famiglia, da ricompensare con qualche cena un po’ troppo abbondante;

Ho promesso, infine, su chi un rozzo certificato dell’anagrafe non annovera fra i miei fratelli, ma che, fratelli, lo sono di fatto.

Insomma, è su tutti voi, sulle persone a cui voglio più bene, che oggi ho promesso: siete voi il mio valore più alto.


Di questo e del vostro esserci vi ringrazio di cuore.

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