Χαίρετε, φίλοι!

venerdì 8 giugno 2012

Epinicio

Ci sono alcuni momenti in cui, mentre stai facendo qualcosa, ti dici fra te e te: cazzo, spacca!

Sì, spacca, perché senti un'energia particolare scorrerti fra le vene, senti per un istante che sei al momento giusto, ti senti parlare e non riesci a credere che sei tu, perché tutto fluisce alla perfezione. Pochi momenti, certo, ma memorabili, come "l'iniziazione a una nuova religiosità" durante l'orale della maturità oppure l'"ah, ho capito" del tuo maestro, che guardava Sirio proiettato in Mansarda; che dire dello sguardo in Pasoli di chi, contro le sue aspettative, si diceva: "ma questo non è scemo! e io che credevo..."? O dell'"è la prova della buona salute della filologia italiana" che il tuo modello disse, riferendosi al tuo lavoro? ah, non dimenticare quando apristi il pacco sperso sulle scale e trovasti quel volume azzurro! Pare tu sorridesti trionfante, entrando in sala A. Spacca, ovvero tutto è talmente perfetto che rompe gli schemi: come il cacio sui maccheroni, insomma! 

E segue una sensazione di pace col mondo, mentre tu te balades per le vie di una città ignota a cercare, nella tua follia passatista, le vestigia di un anfiteatro ai più ignoto, ma che per te è importantissimo, perché tu persegui i resti dellla tua Roma ovunque essi siano.


E ascoltando le musiche di chi ti vuole bene, ti dici che sì, oggi hai spaccato, oggi hai vinto. 

Sì, ti ci vorrebbe un bel Pindaro per eternarne il ricordo. Perché tu, con la tua faccia da adolescente, il riso timido, il vestiario poco serioso, accidenti, alle volte, sei proprio bravo.

1 commento:

  1. Io, l'epinicio, lo comincerei così: "Oh tu, che sei dotto" (cit.).

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