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martedì 28 febbraio 2012

En suivant les ch'mins qui n'mènent pas à Rome

Sì, voglio essere decisamente political scorrect! Va bene, non è rispettoso; va bene, sono senza cuore; ma... Ma a me non frega veramente una cippa lippa se un pazzo furioso si è arrampicato su un traliccio ed è caduto giù!

Ora, i casi sono tre. Quel tipo non ha mai avuto una mamma né un papà, è nato da partenogenesi, altrimenti nel suo orecchio sarebbe risuonato «non toccare la presa della corrente!», come ad ogni bimbo che si rispetti è accaduto di dover sentire. Oppure, da piccolo, ha preso la scossa ed è risultato un po' smemorato. Oppure si credeva uno di quegli uccelli che si posano sui fili dell'alta tensione, incuranti del pericolo.

Sì, sono proprio political scorrect, ma concedetemi questo «'sti grandissimi c....» che mi erompe dalla bocca ogni volta che vedo qualcuno fare sciocchezze piramidali in nome di una qualsiasi battaglia, giusta o sbagliata che sia. Gente sui tetti, gente sulle gru, gente sui ponti, gente sotto i ponti, gente sui cornicioni. E poi si lamentano del freddo (li avete sentiti?)... Ma basta!

Diciamolo senza se e senza ma: salire su un traliccio e toccare i fili dell'alta tensione è una CAZZATA, una cazzata grossa, come giocare a calcio sulla corsia di mezzo dell'autostrada, asciugarsi i capelli immersi nella vasca da bagno o versarsi sul capo l'intera pentola di acqua per la pasta, non appena inizia a bollire...

E, soprattutto, non ammette che la gente scenda in strada per questo (mo' provo, mi butto dal terrazzo e vediamo la reazione del vicinato...).

E poi, per cosa? Non vogliono la TAV, misterioso essere mitologico che divora i bambini di notte... È un treno, accidenti! Inquina? Può essere, e allora protestate perché si faccia meglio il treno, non che non si faccia. Rovina la valle? Forse, ma anche Romolo rovinò la valle del Tevere, quando fondò Roma!

È questo un paese in cui si protesta per tutto: autostrade, ponti, tunnel. E poi non si fa mai nulla, nulla di nulla, e infatti ci si mettono 8 ore o più per arrivare da Roma in Calabria. E poi – sì,  lo sapete! –  lo stesso no-TAV protesterà domani, perché il suo treno ci ha messo troppo ad arrivare a Lecce... Magari questa volta si arrampicherà sulla locomotiva in corsa?

Ma la cosa più triste di tutto ciò è che stasera, guardando il tg3, ho avuto la sensazione di guerra civile: c'era un manifestante che camminava, come fosse un partigiano, con alle spalle delle fiamme causate da un'esplosione e dei poliziotti armati fino ai denti che sembravano SS. 

E tutto questo per un treno. Un treno che, per definizione, unisce e non divide: pensate alla frontiera americana... E allora mi sono detto «sì, non seguiamo le strade che portano a Roma, lasciamo fuggire i ladri di mele: tutti mi indicheranno come un reietto, sauf les manchots, ça va de soi». E allora sia: «'sti c... dell'uomo sul traliccio».


4 commenti:

  1. Chissà, magari, sulla lapide, metteranno il modellino di un traliccio, come la moto che abbiamo visto l'altro giorno, oppure ci sentiremo dire da qualcuno: «Queste sono le Leggi della Strada» o, peggio, «Era un eroe».

    In tutto questo, mi viene solo da commentare: «È buio».

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  2. Se qualcuno dice che è un eroe, Campanellino dei Campanelli, beh, io mi incateno nudo in Piazza Verdi gridando «beato quel popolo che non ha bisogno di eroi». Purtroppo i tg direbbero soltanto: «oggi un uomo si è spogliato e i passanti fotografavano con i telefonini. Diceva frasi sconnesse, prive di senso».

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  3. «Citava Saffo a memoria, non si sa bene perché»...

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  4. Più che altro citava Bertolt Brecht...

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